Il Gusto per la Lirica è una manifestazione che propone un originale connubio tra Opera Lirica e Cucina, due storiche e rinomate tradizioni Italiane, proposte in un nuovo e moderno accostamento, che conduce dal pentagramma alle tavole dei più rinomati chef stellati.

Dopo il successo delle scorse edizioni, che hanno visto gli chef Carlo Cracco, Enrico e Roberto Cerea, Davide Oldani e Giuliano Baldessari impegnati in spettacoli di show coking per gli ospiti del Teatro Donizetti, Il Gusto per la Lirica 2017 si presenta ancora più ricco e prestigioso con Sempre libera , mostra sulla più grande e amata cantante lirica di tutti i tempi Maria Callas.

Gran Cocktail

25 NOVEMBRE

Il Gran Cocktail inaugura la mostra Sempre Libera, organizzata in collaborazione con Accademia del Teatro alla Scala di Milano e con la Fondazione Donizetti. La serata si terrà il 25 novembre nella splendida cornice della Sala delle Capriate, presso il Palazzo della Ragione in Città Alta. La serata sarà un’occasione per sostenere il progetto di musicoterapia “Nelle braccia della musica”, che la Fondazione Donizetti sta realizzando presso il reparto di patologia neonatale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

PRENOTA

Degusto la lirica

24
Novembre
PRENOTA
30
Novembre
PRENOTA
4
Dicembre
PRENOTA

Oltre la serata del 25, la rassegna Il Gusto per la Lirica prevede tre appuntamenti con DeGusto la Lirica, aperitivi musicali volti ad esaltare e presentare gli spettacoli del festival Donizetti Opera, attraverso un'accurata selezione di vini, proposti in degustazione dal Seminario Veronelli partner dell’iniziativa, e di prodotti locali presentati in abbinamento ad aree ed intermezzi musicali. Gli aperitivi si terranno presso il Caffè del Tasso in Piazza Vecchia.

SERATE SOLO SU PRENOTAZIONE

PER INFORMAZIONI

EVENTO SPECIALE

OVERTURE MARIA CALLAS

SEMPRE LIBERA
Omaggio a Maria Callas

La terza edizione de Il Gusto per la Lirica presenta, in collaborazione con Accademia Teatro alla Scala, un omaggio a Maria Callas, interprete magistrale scomparsa nel 1977 a Parigi. La mostra prevede un‘originale esposizione di cinque costumi di scena indossati in alcuni celebri allestimenti scaligeri per i personaggi di Elisabetta nel Don Carlo (1954), Amina ne La Sonnambula (1955), Violetta ne La traviata (1955), Ifigenia in Ifigenia in Tauride (1957) e Anna Bolena nell’opera omonima (1957). A ciò si affianca un itinerario iconografico realizzato con le immagini dell’Archivio Storico del Teatro milanese, che riporta ad un’epoca indimenticata ed irripetibile. Gli abiti sono il frutto di un accurato lavoro di ricostruzione da parte degli allievi del Corso per Sarti dello Spettacolo, uno dei fiori all’occhiello della proposta didattica della Scuola del Teatro alla Scala. Dei cinque costumi esposti, ben quattro appartengono a produzioni firmate da Luchino Visconti, (La Sonnambula, La traviata, Ifigenia in Tauride, Anna Bolena), fra i registi che più hanno dato rilievo all’importanza delle scene e dei costumi, affidati a maestri come Piero Tosi, Lila de Nobili o Nicola Benois. Come ricorda Myriam Tanant parlando della Traviata del 1955, per Visconti «il costume, così come il lavoro sulla gestualità dell’interprete, traduce la lettura del personaggio». In mostra il pubblico può apprezzare la ricercata ricostruzione del costume nero indossato dalla Callas nella prima scena dell’opera, disegnato da Lila de Nobili e andato irrimediabilmente perduto come tutti i costumi dell’allestimento viscontiano in circostanze ancora oggi non del tutto chiare. Visconti, come ricorda ancora la Tanant, aveva voluto «ribaltare la tradizione nel fatto di vestire Violetta in nero, nella scena della festa che apre l’opera, in mezzo agli abiti chiari delle altre donne», perché la protagonista doveva apparire subito «come singolare, segnata dalla dimensione tragica del suo destino». L’abito in ottoman color avorio, dallo stile essenziale, ma romantico di Piero Tosi, evoca la purezza e la soavità dell’orfanella Amina, promessa sposa, ne La Sonnambula, personaggio fragile, dai sentimenti puri e delicati. Lo sfarzoso costume di Ifigenia, firmato da Nicola Benois in pieno stile rococò, con dei drappeggi che in qualche modo rispecchiano le architetture dipinte sui fondali, enfatizza la drammaticità eroica del personaggio, così come il velluto blu notte del costume che Anna Bolena indossa nel I Atto, squarciato da inserti più chiari nella sottana e negli sbuffi delle maniche in raso di seta duchesse, sembra presagire l’oscurità imminente a cui è destinata la regina inglese. Infine, altra regale figura, Elisabetta di Valois, brilla nella festa del III Atto del Don Carlo in uno sfavillante abito chiaro con sfumature color avorio, beige e sabbia, arricchito con pizzi macramè dorati e tempestato di pietre, perle e cristalli, trasmettendo in realtà il senso di oppressione di un’angosciante aurea prigione.

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4 DICEMBRE